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Il principe del deserto da scaricare

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  1. Il Principe del Deserto: recensione in anteprima del film di Jean-Jacques Annaud
  2. Il principe del deserto (film)
  3. Il Principe del Deserto

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Entrare in mondi oramai sommersi e farsi travolgere dalla loro forza: questa è sempre stata l'aspirazione di Jean-Jacques Annaud.

Che si tratti dell'Africa all'epoca della Prima Guerra Mondiale Bianco e nero a colori , di un'Abbazia benedettina nel Medioevo Il nome della rosa , oppure ancora di un grizzly nelle zone montuose del Canada di fine ' L'orso , il comune denominatore che lega la maggior parte delle sue opere è il tentativo di immergere in un contesto.

Il Principe del Deserto non esula da tali premesse. Tratto da un romanzo di Hans Ruesch, Paese delle ombre corte, il film si svolge a cavallo tra gli anni '20 e '30 del secolo scorso. Siamo in un'Arabia ancora divisa tra molte fazioni. Due, in particolare, quella di Nesib emiro di Hobeika e quella di Amar sultano di Salmaah , si contendono la cosiddetta Striscia Gialla.

Non abbandona Amar - anzi, gli esalta - gli abiti che lo hanno cresciuto, in tutti i sensi.

Il Principe del Deserto: recensione in anteprima del film di Jean-Jacques Annaud

Il passaggio di testimone ad Auda è non a caso contrassegnato dal dono di un capo di vestiario. Peccato che il film proceda su binari che non sempre riescono a restituirci la magia del contesto.

La trama è spesso e volentieri prevedibile, cosa del tutto lecita in una cornice che esalta altre componenti che non quelle dell'imprevedibilità narrativa, ma che a lungo andare rischia di remare contro la tanto agognata immedesimazione.

Buone tutte le interpretazioni, ma il personaggio di Banderas rimane forse un po' troppo ancorato allo stereotipo del 'cattivo' dal cuore tenero, finendo con lo stemperare eccessivamente certe situazioni che forse avrebbero reso di più se avessero virato un po' di meno sulla commedia.

Mark Strong, invece, ci è parso decisamente all'altezza nei panni di Amar. Qualcuno si è lamentato del fatto che fosse inglese, ma a ben vedere non ci pare che la cosa abbia pesato più di tanto.

Bene pure Tahar Rahim, protagonista di quel Il Profeta che tra il e il ha riscosso un enorme successo. Anche Freida Pinto ci mette del suo, dandosi ad un'interpretazione sicuramente più di spessore rispetto a quanto visto ne L'alba del pianeta delle scimmie. Tirando le somme, se ci chiedessero quale sia l'esito di questa nuova avventura offertaci da Annaud, cercheremmo di essere equilibrati. Tuttavia l'impressione è che certe storie, a prescindere dal fatto che siano reali, rendano di più su carta che su pellicola.

Pur apprezzando i toni de Il principe del deserto, bisogna ammettere che talvolta sfugge l'incisività con cui certe pagine di un libro possono trattare certi episodi.

Il principe del deserto (film)

E' un po' l'annosa questione tra letteratura e cinema, dibattito che ci guardiamo bene dall'intraprendere per una miriade di motivi - non ultimo, non abbiamo letto il libro. Forse dei tempi troppo diluiti, oppure un andamento che, per quanto piacevole, non restituisce in toto la potenza dei fatti narrati.

Se traspare un po' d'amarezza, dunque, è solo perché abbiamo l'impressione che un film del genere avrebbe potuto meritare parecchio di più rispetto a quanto siamo quasi costretti a riconoscergli.

Il che non si riduce, come sempre, ad un semplice numero. Di Jean-Jacques Annaud. In uscita nelle nostre sale il 23 Dicembre.

Il Principe del Deserto

Lei è il simbolo di ogni donna che vuole essere libera ed ascoltata. Altre due figure fondamentali sono i fratelli di Auda, Saleeh ed Ali. Saleeh è ansioso di fuggire dalla sua casa adottiva di Hobeika e tornare a Salmaah dove è nato, dal suo padre naturale, Amar. Per questo ruolo, Annaud e la direttrice del casting Lucy Bevan, hanno scoperto un giovane e talentuoso attore anglo-turco: Akin Gazi. Ali invece, fratellastro di Auda vive con un atteggiamento circospetto e beffardo nei confronti della vita.

A completare il cast principale la top model e attrice, Liya Kebede, che interpreta la parte di Aicha, la schiava liberata dal Principe Auda. Agli inizi del ventesimo secolo, il paesaggio era quasi interamente costituito da estesi deserti e alcuni porti costieri, la maggior parte di questa terra era inabitabile.

Predoni ed elicotteri in saldo, è un mix di Lean ed Ivory, una ballata selvaggia per Romeo e Giulietta alla Texan Oil. Intanto, perché povero non è affatto: prodotto da Tarak Ben Ammar proprio l'ex socio in affari di Silvio Berlusconi , è un kolossal da quaranta milioni di dollari.

In secondo luogo perché, se è vero che Jean-Jacques Annaud resta molte lunghezze dietro il suo modello, David Lean, pure. Più che abbastanza, insomma, per passar sopra ad alcuni difetti da prodotto 'globalizzato': semplificazioni in sceneggiatura, un cast più bello a vedersi che omogeneo, qualche folklorismo arabeggiante.

Girato tra i deserti del Qatar e della Tunisia proprio nei giorni della Rivoluzione dei Gelsomini , il film conferma quel talento del globe-trotter Annaud per i paesaggi e le storie straordinarie che lo ha sempre portato a spasso per il mondo l'Indocina, il Tibet


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